Elide in viola

La nuova casa di Elide

Archivio per 16 Dicembre 2007

Chi dall’una chi dall’altra parte

Pubblicato da elideinviola su 16 Dicembre 07

Il tumo re di A. è anche ai polmoni, metastasi quindi, come nella peggiore delle ipotesi.Eravamo io, D. e M. in ufficio. Una coltellata per noi. L’impotenza è disarmante.Confusione, battaglia. Il pensiero di A. senza capelli mi ossessiona. Ho cercato rassicurazione da mia madre, da internet…. È stato solo molto peggio. Le possibilità di guarigione sono bassissime, si parla di anni di sopravvivenza, fino a 10 anni, scrivono sul sito dell’Airc. Peccato che tra dieci anni lei ne avrà 43 e le figlie circa 11 e 13. E allora che senso ha?

La sua forza è disarmante, ci manda messaggi che quasi ci sembra che non si sia resa conto di nulla. O forse siamo noi, da quest’altra parte, a non aver capito un cazzo. Noi che crediamo ancora di avere la vita tra le mani, noi che piangiamo di paura. Noi che non capiamo da dove arrivi tutta la sua forza. Noi che pensiamo di dover andare avanti per lei, o che pensiamo che tutto è stupido in confronto ad una cosa del genere.Mentre noi ci arrovelliamo nei pensieri lei combatte, probabilmente guardando gli occhi ignari delle sue figlie, e sapendo bene che hanno bisogno di lei, e che non può mollare.

Sono partita.

Sono dai miei. All’improvviso ho pensato che può accadere a tutti di star male. Perché l’egoismo schifoso di ognuno di noi non fa che proiettare nel nostro piccolo orticello la disperazione e le disgrazie altrui.Nel nostro pazzo ufficio non ci sono più risate, c’è tanto silenzio e paura. Non c’è più spensieratezza, e tutto sembra essere un po’ meno importante: gli errori, i difetti, le scadenze, l’aperitivo pre-natalizio per “mantenere i buoni rapporti con tutte le realtà coinvolte ad Enzimi” non si farà, perché siamo occupati a leccarci le ferite. 

E mentre ho obbligato i miei a farsi ogni analisi esistente in campo medico, mi sono ricordata di quello che conta davvero.

Sola. Forse no. E in fondo auguro gioia e serenità anche a chi mi ha ferito. Che senso ha provare rabbia. Un giorno avrò un sorriso anche per lui.   

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