Sempre attenta con lo sguardo fisso, e l’immancabile matita nera forte e calcata sotto i tuoi occhi.
Ritrovi il coraggio, il coraggio di guardarti da fuori. Rirovi il coraggio di guardare in faccia il tuo dolore, di provare e riprovare uscirne. Un nemico, il tuo nemico, che nessuno intorno a te sembra vedere, nonostante ti piacerebbe tanto ricevere aiuto. Vorresti solo risvegliarti più leggera.
La felicità finita è una coltellata. Eppure c’è qualcosa che ti perseguita da prima, prima anche che esistesse LUI nella tua vita. Si è assopito solo quando credevi che LUI ti amasse davvero. Non era cosi. E allora quel qualcosa torna come una tempesta, ti distrugge, ti strozza.
….
Sono stanca di sentirmi umiliata, di sentire la mancanza di LUI, di sentirmi cosi, di combattere distruggendomi. Di farmi del male. Di non riuscire a guarire. Di non capire.
Spengo le luci, metto su il cd di S. e lo guardo in faccia, questo dolore. E’ buio, siamo solo io e lui in casa. “Forza, guardami ora!”… e urlo… e picchio i pugni sul letto. Sarà sconfitto.
E tutto tornerà. Troppe le cose che ho. Non posso perdere la conapevolezza del cammino intrapreso. Lungo il percorso tutto si incastrerà, non posso smettere di crederlo.
Smettere di lasciarmi logorare, e dedicare le mie energie alla fiducia.