Di nuovo le stesse scale, al terzo scalino catapultata giù, per l’ennesima volta. La mancanza, ossessione e paranoia appare ai miei stessi occhi, cosa che mi rende ancora più umiliata.
Incapacità di uscire, da troppo tempo ormai. Distrutta dalla paura dell’abbandono, angosciata continuamente dall’idea che chi mi vuole bene scapperà via nel momento in cui mi conoscerà realmente. Non ho nemmeno più voglia di andare in ufficio. Perchè in rapporti e gli affetti sono solo morte e assenza. Perchè sono stanca. Ma stavolta davvero. Sono stanca di sentire tutto questo, di avere paure che crescono invece di diminuire, di avere mancanze che aumentano, di avere ricordi che mi ossessionano, fino ad aver paura d’impazzire. Ricordi di gioia, che mi hanno lasciato solo un immenso dolore misto a paura disarmante di esser abbandonata.
Sono stanca di amare e vivere nel modo in cui lo faccio, sono stanca di ricordare, sono stanca di esser sola quando sto cosi. Sono stanca di non uscire dal vortice, da un anno e mezzo ormai, di vedere la luce che si allontana, ogni giorno di più, perchè a me sembra di andare indietro, che le mie paure e le mie insicurezza dopo l’abbandono di medioman si siano calcificate, siano entrate a far parte dle mio quotidiano. E io sono sempre più chiusa e impaurita. E basta una piccola distrazione a farmi pensare che l’ennesimo abbandono stia bussando alla mia porta.
Fare. Amare. Guardare. Piano piano queste cose perdono di senso. Provo ad alimetarle, ma sono sempre più sforzi inutili. Un corpo e un anima che si dossolvono all’unisono. Io li vedo. Fuori non si vede, solo io so. Fuori sembra tutto cosi a posto. Dentro è disastro.
Sono stanca. Molto stanca.
