Mi lacera l’idea di perdere tempo di vita, di perdere emozioni. Eppure rinchiudermi in me è necessità, altrimenti esplodo… e la paura è tanta.
I ricordi in questi giorni sono tanti, ritorna la claustrofobia, la voglia di andare avanti nella mia vita, il terrore di adagiarmi su ciò che ho. Il terrore che non sarò mai amata, l’odio per il mio corpo. Una guerra.
Ad A. non ho detto che è la persona più importante per me, come se fosse parte di me.
A L. forse l’ho detto che è il mio angelo, ma mai quanto vorrei, perchè spesso il tempo manca, le circostanze strane, le priorità assurde.
A mia madre e mio padre che sono incazzata, perchè non si sono stati in questi due anni in cui ho toccato il fondo.
Al mio ex ormai famoso che è sicuramente la persona che ho amato in un modo più vicino a quello che io considero amore.
Al proprietario del ristorante in cui lavoravo quando facevo l’università che mi insegnato almeno quanto sto imparando nel lavoro che faccio ora.
Ad A. le ho detto che le volevo bene solo dopo che si è ammalata di cancro, ho fatto una cazzata.
A Penelope che mi dispiace per come sono andate le cose, e so che capisci a cosa mi riferisco non c’è bisogno di parole.
A volte penso di non farcela. Perchè trovare la natura di questo dolore che mi porto dietro è impossibile. Manco googlemaps mi può aiutare… (madonna ho fatto la battutaaaaaaaaaa!!!!!!!!!)
Perchè la cosa che più mi stanca è che tutti mi vedono come una persona speciale, ma da mantenere a distanza. ma perchè? E logora non sentire mai fino in fondo. Logora che non passa mai. Logorano i ricordi. Logora il presente degli altri. Logora il vuoto. Logora il non riuscire a vedere ciò che si possiede perchè oscurato dalle mancanze. Logora la morte, ma anche la vita. Logora la mancanza di coraggio, che si confonde con la razionalità.
Logora la paura di non essere mai abbastanza, o di esserlo ma poter poi deludere le aspettative. Logora il non poter essere sicuri di essere amati per ciò che si è. Logora il non essere amati e basta.
E tutto ferisce: mancanze e presenze.
Penelope mi parlava di presunzione. Può essere. Io non so far altro che essere cosi, anche se so che è una frase del cazzo.
Io ho paura.
Forse è ora di un altro cambiamento.
Forse è ora di sentirmi di nuovo io, di stare in macchina con qualcuno e sentirmi felice di come sono, sentirmi io senza barriere. Guardare fuori dal finestrino mentre qualcuno mi guida accanto, accompagnati da un’autostrada buia, e da un senso di vita. Forse sarebbe ora. forse non accadrà
Stasera dolore.




