Merita appena colui o colei che lascia
Pubblicato da elideinviola su 12 Marzo 08
Non dormo. Sono distrutta ma siccome lavoro trentasei ore al giorno faccio un eccessivo uso di coca cola light che oltre a farmi ruttare come un camionista ( che patetico luogo comune… ) è l’unica cosa che ancora non rientra nelle droghe illegali che mi consente ottime prestazioni, il problema è che non so quando finisce l’effetto.
Diciamo che stasera qualcuno è venuto a trovarmi, è qui con me ora. Era davvero tanto tempo che non accadeva.
Sono ufficilamente non più arrabbiata col mio ex, sono riuscita oggi anche a chiamare la baldracca vegetariana col suo nome di battesimo ( che non è baldracca vegeteriana come vi avevo fatto credere finora),e a pensare che in fondo a medio man gli voglio bene.
Al lavoro dire che è stata una giornata di merda è un eufenismo.
A. sta male, sta accusando molto la chemio. Febbre e disturbi vari, comincia a non farcela a lavorare. Mi fa male questa cosa, mi sta sul cazzo che ognuno di noi pensi che le proprie minchiate siano il centro del mondo, c’è gente che vuole ma non può.
Io da domani potrei riniziare da capo. Tornare ad essere io, ho la possibilità di recuperare. Cosa mi fa paura, cosa non me lo consente. Cosa è quella cosa nello stomaco.
Basta per favore, sono davvero stanca. C’è da smetterla. basta anche a vivere tutto cosi intensamente, un pò di distacco.
Ma vi capita mai di vedere una coppia e dire “Come cazzo è possibile?”, cioè uno dei due vale meno di zero, l’altro cento. E che cazzo ci trova? It’s not possible! Da quanto è che non riprendo la mia vita in mano. Che guido gli eventi, o più che altro mi PRENDO quello che voglio.
Un’ultima cosa, forse solo utilizzando il blog posso dirlo. E’ triste quando si cerca di parlare ocn una persona, che non si rende conto e trova mille alibi. Una persona che dovrebbe sapere che il linguaggio che di solito usiamo “noi” non consente scuse. E’ triste chiudersi e non farsi aiutare, perchè vuol dire “sprecare” il dono che ci è dato. Io non ho forze per fare di più, non ho le forze di sfondare i muri. mi sembra di avere a che fare con una sconosciuta. E’ una cosa che mi riempie di tristezza e non può durare a lungo. Non chiedo di star bene, chiedo di aprire un dialogo. se chiudo le porte della camera è perchè sono stanca di vedere ciò che vedo, e di non poter comunicare. E’ ingiusto.

penelopebasta detto
C’è chi ha bisogno di fare come i gatti, che quando provano dolore si infilano sotto al letto e non si muovono per giorni. E non vuol dire non farsi aiutare, vuol dire che è necessario tempo, vuoto, assenza. Non è mancanza di reattività, è necessità di rimettersi dentro di sé. A volte è necessario. E non è nemmeno non farsi aiutare, magari è abituarsi a fare da soli. A volte serve. E può darsi che il dialogo non sia possibile perché le cose continuano a non essere chiare e a fare male. Penso che le tue forze siano più che sufficienti, è solo questione di tempi e di momenti. Che passano sempre.
Io sono fiera di te.
altungdiscoclub detto
A volte penso che incontrarsi significa somigliarsi, almeno un pò. A volte leggo ciò che leggo e lo ascolto con le orecchie ma risuona nel petto e fa eco. So che ci vuole coraggio ad uscire da una cazzo di piazzola di sosta e rimettersi nel flusso per continuare il viaggio e vedere tutti ma proprio tutti che sfrecciano + veloci della luce, sembra. Da soli senza il secondo pilota e senza una mappa; da soli senza una meta è ancora + difficile: per chi ama e anche per chi non ama +. Lasciare è anche lasciarsi sfuggire qualcosa, essere lasciati è sentire uno strappo, è lo stesso dolore ha solo due forme diverse, complementari. forse.
ma tant’è.
volevo solo fare a voi e a me un inboccallupo. forse un pò pipposo
alfonsucciovostrobello
elideinviola detto
@penelope: è solo che mi dispiace. Sono contenta che tu sia fiera di me
@alfonsucciomiobello: Marò quant’ si’ bell’