Archivio per Maggio 2008
Incoerenza, orti e incazzature
Pubblicato da elideinviola su 30 Maggio 08
Ma la mia memoria scivola
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La descrizione di un attimo
Pubblicato da elideinviola su 25 Maggio 08
E’ quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l’amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato
se in giro d routin
indossi il vuoto con classe
è tutto ciò ke avrai
perchè quando il dolore è più grande
poi non senti più
e per sentirti vivo
ti ucciderò
ti ucciderò
vedrai
vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
lo sò
lo sò che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora
Pubblicato su resoconti | Contrassegnato da tag: afterhours, amore, canzone, tristezza | 6 Commenti »
Trying
Pubblicato da elideinviola su 13 Maggio 08
So che e’ deciso gia’
Da mani che hanno fame di andar via
C’e’ cosi’ poco intorno a te
Che lo rivuoi
E non e’ speciale ma e’ per te
E non sa di niente ma di te
Per ogni taglio che hai
Sulle tue mani oscene c’e’ un perche’
Crudele come non e’ mai per te
Musa di nessuno come sei
Che non sai di niente ma di te
Che mi guardi e io non capiro’
Io che non so
Io che non so
Non so, non so
Quando senti di affogare, senti che l’unica soluzione sarebbe scappare, ma scappare dove?
Cosa ho fatto? Sarò ancora in grado di amare? Non credo.
Come quando manca un passo , un unico passo per rialzarsi, e torno indietro, al via.
Che cosa è, volontà di star male?
Di fronte ad un problema si combatte per uscirne, ma se uno si è stancato di combattere e non ne è ancora uscito?
Sono stanca. Sono stanca di tornare indietro, di portarmi dietro questo peso. Di sentirmi inadatta. Sempre, in ogni istante. Ossessivo e infernale. Sempre presente.
E allora odio questa camera che ha accolto solo chiusura e barriere, odio quest estrade, che ho percorso solo con angoscia. Comincio a odiare il mio lavoro, che mi ha un pò consumato. Possibile che sia cosi squilibrata da non riuscire a vedere una via di mezzo nelle cose, ad andare in totale paranoia per ogni minimo avvenimento. E’ assurdo. La macchia nera si allarga, l’oppressione e l’angoscia pure. Tutto mi sembra sporco, e resta solo scappare, andar via.
E vorrei fare, ma se poi non facco mi prende male, e se faccio mi prende male.
Stanca. Non passa. Perchè dovrei continuare a credere che passerà?
Perchè non riesco a vedermi da fuori, forse tutto sembrerebbe meno tremendo come sembra.
Ma non è detto poi…
Pubblicato su Riflessioni tristi | Contrassegnato da tag: depressione, pensieri, rabbia, tristezza | 11 Commenti »


