Elide in viola

La nuova casa di Elide

Archivio per Maggio 2008

Incoerenza, orti e incazzature

Pubblicato da elideinviola su 30 Maggio 08

C’è qualcosa che non va.

E’ l’incoerenza. Io prendo una posizione, perchè ci sono delle persone che pagano i propri errori e debolezze più di altri, per me questo non è giusto ergo divento una belva.

Difendo e difenderò sempre chi mi ha lasciato qualcosa. E un errore non può essere strumentalizzato per diminuire la stima collettiva  e la posizione di una persona. Poi tra un pò tutto torna a posto, perchè fa più comodo cosi a tutti, ma uno poi sa che quando sbaglia è solo. Io non posso abbandonare, anche se so che sarò abbandonata poi.

Non so che fare, mi sento un leone in gabbia, perchè non sto bene ora li, è tutto cosi amalgamato, lavoro, vita personale, invidia e altro. Io voglio crescere, crescere sempre e non fermarmi nè perdere tempo, mi sento spenta quando non imparo e non mi evolvo. Troppe cose devo imparare, sapere, vedere, sognare, vivere a mille, senza abitudine nè certezze che spengono la curiosità. Non posso adagiarmi sul già noto, su quello che ho, anche se un pò invidio chi lo fa. Lui non cè, non può pensare al resto dei problemi, che per me ci sono, perchè alla fine prendo sempre la posizione della minoranza, che palle!

Prenderei volentieri a padellate in faccia la mia collega “ortocellista”. Gli “ortocellisti” sono una categoria di cui l’Italia è piena, e che io potrei veramente menare a sangue. Finchè le cose non vanno a urtare il loro strafottutisimo orticello ’sti cazzi, ma poi se qualche piccolo imprevisto rovina le loro mediocri giornate diventano belve. Merdoso individualismo, zero senso della collettività, del bene comune, dell’idea che non è che questo paese fa schifo perchè c’è berlusconi al governo, ma c’è berlusconi al governo perchè il paese fa schifo. Perchè poi questi ortocellisti sono proprio a sinistra, si insinuano… e sono i peggio. Che se evadi le tasse poi grazie che la sanità fa schifo e aspetti 6 mesi per una ecografia, che se non fai il biglietto sull’autobus è ovvio che poi aspetti l’autobus mezz’ora, che la rete wireless fa venire il tumore al cervello… e invece la tua automobile che prendi pure per fare un kilometro è tutta vita per i polmoni, che mangi biologico, mangi la tua fottutissima pasta di kamut e poi però butti la carta a terra, o ti spari il condizionatore a palla in camera che prendono vita gli orsetti polari. E puoi pure trasgredire le regole, non è che dico niente, ma almeno chiudi quel cesso di boccuccia!  

Insomma dappertutto si predica coerenza, eppure alla fine di solito quelli coerenti sono quelli che lo fanno in silenzio, come al solito. Spesso i rapporti che nascono non sono quello che uno crede, prende un abbaglio. Quasi sempre prende un abbaglio. Come dice sempre E. “parliamo perchè nonci capiamo, se ci capissimo non avremmo bisogno di parlare”.

Sono un pò arrabbiate (noooo, ma stranoooo).

E crolla la fortezza del mio debole per te

Ma la mia memoria scivola
Mi ricordo limpida
La trasmissione dei pensieri
E la sensazione che in un attimo
Qualunque cosa pensassimo noi due
Poteva succedere

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La descrizione di un attimo

Pubblicato da elideinviola su 25 Maggio 08

triste. Oggi.

E’ quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l’amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato
se in giro d routin
indossi il vuoto con classe
è tutto ciò ke avrai
perchè quando il dolore è più grande
poi non senti più
e per sentirti vivo
ti ucciderò
ti ucciderò
vedrai
vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
lo sò
lo sò che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora

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I giovani artisti, Bari, l’albergo anni’70 ecc.

Pubblicato da elideinviola su 23 Maggio 08

Tornata da Bari, come avevo anticipato, per lavoro, alla Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo. Partite la mattina all’alba io, la mitica C., e la collega palla al piede, per raggiungere gli altri che erano li. Arriviamo a Bari, l’albergo per noi era una specie di residence con un arredamento uguale identico al set dell’Ispettore Derrick, stessi mobili, luci ecc. Abbiamo subito attaccato con la mitica focaccia pugliese e poi GO a raggiungere i poveri colleghi schiavetti che erano ormai li da una settimana.

Lo spazio è molto bello, il mio ufficio si è occupato diallestire i due padilgioni dedicati alle videoinstallazioni, ottimo allestimento finale, bella situazioni, artisti da tutta Europa, opere interessanti, la sera c’è stato anche il concerto di Meg.

Vari inciuci, come capita in una normale gita liceale (anche se 10, in alcuni casi 15 anni dopo).

Perchè spesso le persone si creano un ruolo, che può star stretto. Perchè è troppo facile giudicare, e questo lo sto imparando anche io. C’è un margine d’errore, c’è l’essere un umano, poter sbagliare, essere leggeri, egoisti. Non c’è la perfezione, per nessuno.

E io sto bene quando posso voler bene a qualcuno, parlargli, aiutarlo in un momento di difficoltà. E’ una delle poche cose che mi fa sentire a mio agio. L’unica cosa che forse riesco a fare…

Fatto sta che la situaizone si fa sempre più complessa,  io ci sono in mezzo e reggere tutto come un giocoliere…

Mi viene da dire mollo. Poi mi rendo conto che è un percorso che forse stavolta devo fare tutto prima di andare avanti. (Ma questo è un altro discorso..)

Poi oggi siamo ripartite. Eurostar Bari-Roma, prima classe che la seconda era tutta piena. Un gruppo di napoletani 3 donne, 3 uomini, un bambino di circa un anno, uno di 7/8 anni. Tutti i clichè dei napoletani…TUTTI, ed è li che m’incazzo, di essere napoletana e rappresentata da un’arretratezza cosi.

Urla… e vabbè, si sentivano solo loro nel vagone…. e vabbè, arriva il controllore e dice a due di loro, “State ancora qui, voi non avete il biglietto per la prima ma per la seconda classe, è la terza volta che ve lo dico, ora mi pagate il cambio di classe!”…   “Uà ma chist’ è proprio nu bastard’!!!” (=Mamma mia, è propiro un bastardo) “Ma stann’ cà pe’ sfizio, tanto nun c’ sta assittat’ nisciun’”(sono qui in pirma classe per sfizio, tanto i posti sono liberi”…

A nulla sono valsi  i tentativi di spiegare che comunque la prima classe implicava un supplemento, per loro era stronzo il controllore ovviamente.

Poi i discorsi variavano tra Donna Maria che era riuscita  a maritare tutti gli otto figli o il consuocero che aveva costruito la casa anche se gli ingegneri avevano detto che non si poteva perchè era  a rischio crollo. Sono scesi a Caserta, lasciando una quantità esagerata di schifezze vicino ai loro posti che abbiamo pulito e tolto io e C. che era con me.

Cosa si fa contro una tale arretratezza, come si può difendere, a cosa ci si appiglia? Arretratezza, completa e totale. Ignoranza e arretratezza. Inciviltà. This is it. 

E la consapevoleza che l’unico modo per rimanere in quella città è essere cosi, altrimenti devi andar via, e io ne so qualcosa.

Baci dalla napoletana triste;)

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Supercar

Pubblicato da elideinviola su 18 Maggio 08


Ho la macchina: sono riuscita questa volta a non litigare con mio padre e ad averla.

E finalmente Rome is mine!!!! Ovviamente c’è quella piccola disfunzione neurologica del parcheggio ma io, da buona napoletana, urterò le altre macchine e poi scapperò.

A PROPOSITO! Ho visto “Gomorra”, il film. Il problema è far capire a chi guarda il film che quella è la realtà, pura, senza nessun tipo di filtro spettacolare o cinematografico. E la camorra è la camorra. Ma in quel film, e nelle forme relazionale di stampo camorristico, c’è dentro la natura delle relazioni che in qualsiasi altro ambiente puoi trovare, che credo siano insiti nella cultura napoletana, sarà un fatto territoriale, genetico, non so, ma mi sconvolge che per me alcune di quelle cose siano normali, le ho vissute per 18 anni. La violenza, quel senso dell giustizia cosi stravolto, una comunità, con delle regole, perchè ci sono delle regole, anche delle regole ben precise, ma basate su principi di violenza e, ignoranza e animalità, dove la vita di nessuno ha un valore. O mio dio, ho attaccato un pippone infinito:(

Tra l’altro oggi sto in giornata ipocondria…

Comunque parlavo di regole. Cosi ci sono regole in questo blog. Mi dispiace infatti che questo blog venga usato per comunicazioni che non mi riguardano, tra persone a cui voglio bene, e che non voglio utilizzino questo spazio, che mi piacerebbe continuare a utilizzar per sfogare il mio egocentrismo, vittimismo, autocelebrazione, rasoconti di sfighe ecc.

Sono sempre ben accetti i commenti, io adoro i commenti, anzi che per me sono sempre troppo pochi. Ma non messaggi subliminali. E lo sapete che lo dico senza polemiche alcune, perchè vi adoro tutti molto, è solo perchè è una cosa che mi mette in una situazione di difficoltà, mi fa girare i coglioni e non mi va. Non dico che sia già accaduto, lo dico per prevenire.

Detto ciò, ciò detto,  i miei colleghi sono a Bari (I., A., L. e M.) per la Biennale dei Giovani Artisti D’Europa e del Mediterraneo    e io li raggiungerò il prossimo giovedi per l’inaugurazione con quella pazza folle di C. e purtroppo quella stronza palla al pide della mia collega omonima (non elide eh!), che figurati se non doveva stare tra le palle pure a Bari.

Obiettivo: rubare i vasetti di marmellatine dell’albergo!!!! Fondamentale perchè le adoro!!!!!

C’ho un pò d’ansia diffusa stasera, lo so è strano, non è da me;)

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Trying

Pubblicato da elideinviola su 13 Maggio 08

So che e’ deciso gia’
Da mani che hanno fame di andar via
C’e’ cosi’ poco intorno a te
Che lo rivuoi

E non e’ speciale ma e’ per te
E non sa di niente ma di te

Per ogni taglio che hai
Sulle tue mani oscene c’e’ un perche’
Crudele come non e’ mai per te

Musa di nessuno come sei
Che non sai di niente ma di te
Che mi guardi e io non capiro’
Io che non so
Io che non so
Non so, non so

Quando senti di affogare, senti che l’unica soluzione sarebbe scappare, ma scappare dove?

Cosa ho fatto? Sarò ancora in grado di amare? Non credo.

Come quando manca un passo , un unico passo per rialzarsi, e torno indietro, al via.

Che cosa è, volontà di star male?

Di fronte ad un problema si combatte per uscirne, ma se uno si è stancato di combattere e non ne è ancora uscito?

Sono stanca. Sono stanca di tornare indietro, di portarmi dietro questo peso. Di sentirmi inadatta. Sempre, in ogni istante. Ossessivo e infernale. Sempre presente.

E allora odio questa camera che ha accolto solo chiusura e barriere, odio quest estrade, che ho percorso solo con angoscia. Comincio a odiare il mio lavoro, che mi ha un pò consumato. Possibile che sia cosi squilibrata da non riuscire a vedere una via di mezzo nelle cose, ad andare in totale paranoia per ogni minimo avvenimento. E’ assurdo. La macchia nera si allarga, l’oppressione e l’angoscia pure. Tutto mi sembra sporco, e resta solo scappare, andar via.

E vorrei fare, ma se poi non facco mi prende male, e se faccio mi prende male.

Stanca. Non passa. Perchè dovrei continuare a credere che passerà?

Perchè non riesco a vedermi da fuori, forse tutto sembrerebbe meno tremendo come sembra.

Ma non è detto poi…

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