Tornata da Bari, come avevo anticipato, per lavoro, alla Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo. Partite la mattina all’alba io, la mitica C., e la collega palla al piede, per raggiungere gli altri che erano li. Arriviamo a Bari, l’albergo per noi era una specie di residence con un arredamento uguale identico al set dell’Ispettore Derrick, stessi mobili, luci ecc. Abbiamo subito attaccato con la mitica focaccia pugliese e poi GO a raggiungere i poveri colleghi schiavetti che erano ormai li da una settimana.
Lo spazio è molto bello, il mio ufficio si è occupato diallestire i due padilgioni dedicati alle videoinstallazioni, ottimo allestimento finale, bella situazioni, artisti da tutta Europa, opere interessanti, la sera c’è stato anche il concerto di Meg.
Vari inciuci, come capita in una normale gita liceale (anche se 10, in alcuni casi 15 anni dopo).
Perchè spesso le persone si creano un ruolo, che può star stretto. Perchè è troppo facile giudicare, e questo lo sto imparando anche io. C’è un margine d’errore, c’è l’essere un umano, poter sbagliare, essere leggeri, egoisti. Non c’è la perfezione, per nessuno.
E io sto bene quando posso voler bene a qualcuno, parlargli, aiutarlo in un momento di difficoltà. E’ una delle poche cose che mi fa sentire a mio agio. L’unica cosa che forse riesco a fare…
Fatto sta che la situaizone si fa sempre più complessa, io ci sono in mezzo e reggere tutto come un giocoliere…
Mi viene da dire mollo. Poi mi rendo conto che è un percorso che forse stavolta devo fare tutto prima di andare avanti. (Ma questo è un altro discorso..)
Poi oggi siamo ripartite. Eurostar Bari-Roma, prima classe che la seconda era tutta piena. Un gruppo di napoletani 3 donne, 3 uomini, un bambino di circa un anno, uno di 7/8 anni. Tutti i clichè dei napoletani…TUTTI, ed è li che m’incazzo, di essere napoletana e rappresentata da un’arretratezza cosi.
Urla… e vabbè, si sentivano solo loro nel vagone…. e vabbè, arriva il controllore e dice a due di loro, “State ancora qui, voi non avete il biglietto per la prima ma per la seconda classe, è la terza volta che ve lo dico, ora mi pagate il cambio di classe!”… “Uà ma chist’ è proprio nu bastard’!!!” (=Mamma mia, è propiro un bastardo) “Ma stann’ cà pe’ sfizio, tanto nun c’ sta assittat’ nisciun’”(sono qui in pirma classe per sfizio, tanto i posti sono liberi”…
A nulla sono valsi i tentativi di spiegare che comunque la prima classe implicava un supplemento, per loro era stronzo il controllore ovviamente.
Poi i discorsi variavano tra Donna Maria che era riuscita a maritare tutti gli otto figli o il consuocero che aveva costruito la casa anche se gli ingegneri avevano detto che non si poteva perchè era a rischio crollo. Sono scesi a Caserta, lasciando una quantità esagerata di schifezze vicino ai loro posti che abbiamo pulito e tolto io e C. che era con me.
Cosa si fa contro una tale arretratezza, come si può difendere, a cosa ci si appiglia? Arretratezza, completa e totale. Ignoranza e arretratezza. Inciviltà. This is it.
E la consapevoleza che l’unico modo per rimanere in quella città è essere cosi, altrimenti devi andar via, e io ne so qualcosa.
Baci dalla napoletana triste;)