Una domenica mattina piovosa, con una notte faticosa, incubi, mal di stomaco, ansia.
A volte credo che non riuscirò più a riprendirmi, a dimenticare, a mitigare gli stati d’animo. A questo punto non riesco a vedere nemmeno bene i problemi quali sono. Quando sembra andar meglio accade qualcosa che mi riporta giù.
Desidero avere la mia rivincita, buttarmi alle spalle il passato. BUTTARLO ALLE SPALLE. Per sempre.
La mia stanza è semibuia, oggi. Non mi va di accendere la luce. La gatta è arrotolata sul mio cane di peluche, come sempre. Ho pulito stanza e cucina, mentre F. ha pulito il bagno., come sempre.
C’è qualcosa che mi mangia dentro, è li, sempre. E non è più la mancanza di quello che ho perso, la nostalgia per qualcosa che è finito.
E’ la paura di non rivivere più quella gioia, in quel modo cosi intenso. E’ la rabbia più negativa che ci può essere perchè LUI mi ha rimpiazzata in pochi giorni, e sta continuando a vivere felicità e amore, con estrema facilità. Normale, finita una storia se ne inizia un’altra. E punto.
Allora ho un problema io. Perchè per me è difficile, cazzo, perchè dovrei trovare un’altra persona con cui stare bene. Ma io non è che la trovi con estrema facilità, ma è un problema mio cazzo.
Ma allora perchè penso a quei due, che non sono più loro due in sè, LUI e LEI, nel passato, nel vissuto. Sono piuttosto la proiezione della mia umiliazione. e la storia che il tempo porta via con sè? Che il tempo mitiga, affievolisce ogni sensazione. Perchè con me non funziona? Perchè in me è ancora tutto dannatamente cosi forte, perchè non mi faccio capace che LUI mi ha lasciata perchè non mi amava più e si è messo con LEI, che forse è in grado di dargli ciò che io non ero capace. Cosa c’è di più semplice?
E dove è la mia razionalità, il dire “il mondo va cosi”, ” le cose finiscono, e non si può star lì a sputar sangue”? Perchè la mia ragione non parla con il mio stomaco? Perchè nessuno sa rispondere alle mie domande? Perchè non so farlo io, che di solito ho sempre la risposta pronta?
Perchè LUI non torna sui suoi passi, non per ricominciare, ma per affievolire il mio dolore e basta? Perchè non è andata come è giusto che andasse? Perchè non basta comportarsi bene per ricevere bene?
E’ difficile raccontare l’umiliazione che si prova a raccontare tutto questo, solo un blog consente di farlo, senza usare la propria voce o la propria faccia, con la vigliaccheria che in questo caso vedo come unica soluzione di continuità.
Domani ritorno a lavoro… ma va che forse è meglio…magari smetto di pensare.