Elide in viola

La nuova casa di Elide

Archivio per la categoria ‘resoconti’

La scelta… giusta! Sometimes You can make it on your own…

Pubblicato da elideinviola su 18 Luglio 08

Ho già detto che il 31 finisco il lavoro che ho fatto nell’ultimo anno.

Poi mi sono trovata di fronte a due scelte che cercherò i spiegare nel modo meno di parte possibile, se riesco.

1. La prima è un lavoro qui a orma. MI dovrei occupare di comunicazione web. Un’azienda in repentina crescita che si occupa di tv web, canali satellitari, progetti wb legati ai principali eventi romani, un contratto a progetto che mi consentirebbe una specializzazione nel mio ambito e un radicamento nella realtà romana.

2. Tour manager in un festival che si svolge in tutti i paesi d’europa, nord america, stati uniti, giappone, australia. Girare per il mondo, imparare un nuovo lavoro, un fisso più un tot al giorno come diaria.

Ovviamente per chi un pò mi conosce mi sono buttata sulla seconda. Poi qualcuno mi ha invitato a ragionare in prospettiva. Le poche volte che ho ragionato in prospettiva sono stata lasciata da un giorno all’altro alla stazione termini uana volta e un’altra il posto di lavoro dove stavo va a puttane nel giro di due settimane. Ciò mi ha portato a una tendenza a non ragionare più in prospettiva, almeno temporaneamente, almeno finchè qualcosa non mi fa superare il trauma. Il secondo problema è che comunque chi ti forma, chi ti considera la sua cretura tende ad avere un egoismo e un bisogno di controllo spero inconscio, che porta credo a non dare un consilgio soggettivo. Questo mi dispiace.

In più la gente fa fatica a parlarmi come se fossi una ventitreenne single quale sono, per cui me ne sbatto le palle della prospettiva…

Credo che con immensa paura sceglierò la seconda, cerco un’altra casa a roma più economica per i pochi momenti in cui ci sarò, e poi andrò qui a lavorare dal 7 al 12,  e poi tre settimane a parigi per la formazione, poi via, dove mi chiameranno :)

 VI rpego, ditemi che ho fatto bene 

Tought, you think you’ve got the stuff
You’re telling me and anyone
You’re hard enough

You don’t have to put up a fight
You don’t have to always be right
Let me take some of the punches
For you tonight

Listen to me now
I need to let you know
You don’t have to go it alone

And it’s you when I look in the mirror
And it’s you when I don’t pick up the phone
Sometimes you can’t make it on your own

We fight all the time
You and I…that’s alright
We’re the same soul
I don’t need…I don’t need to hear you say
That if we weren’t so alike
You’d like me a whole lot more

Listen to me now
I need to let you know
You don’t have to go it alone

And it’s you when I look in the mirror
And it’s you when I don’t pick up the phone
Sometimes you can’t make it on your own

I know that we don’t talk
I’m sick of it all
Can – you – hear – me – when – I -
Sing, you’re the reason I sing
You’re the reason why the opera is in me…

Where are we now?
I’ve got to let you know
A house still doesn’t make a home
Don’t leave me here alone…

And it’s you when I look in the mirror
And it’s you that makes it hard to let go
Sometimes you can’t make it on your own
Sometimes you can’t make it
The best you can do is to fake it
Sometimes you can’t make it on your own

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Last goodbye

Pubblicato da elideinviola su 13 Luglio 08

Cosa c’è di più strano che tornare a roma, dopo qualche giorno a Senigallia con A., e capire che sono i miei ultimi giorni qui, e aver paura, ma non quella paura che ti paralizza e ti blocca. Di capire di aver tenuto con sè le persone che in qualche modo amo, aver lasciato andar via chi non valeva la pena tenere con sè.

Di esser viva e avere davanti a me tutto quello che voglio.

Di aver perso il lavoro che amavo, nel posto che amavo, ma di aver subito visto intorno a me opportunità, e la voglia di mettermi in gioco.

Io penso sempre una cosa: passo la mia vita tra fobie e paranoie, a causa di una bassissima autostima,  ma ci sono dei momenti in cui “mi elevo” (mio modo di dire difficile da spiegare precisamente). “Mi elevo” quando vedo gli altri che parlano e io che faccio, corro, sbaglio, vado avanti,anche se la notte stringo i denti cosi forte da smaciullarmi le gengive, anche se sono piena d’ansia, anche se non so se sono capace di amare ancora, ma vado avanti perchè so che un giorno riuscirò a convivere con me stessa con un minimo di equilibrio.

Quando le cose stanno per finire faccio resoconti.

Un anno fa avevo appena cominciato lo stage, ero ancora nella vecchia casa a Roma, amavo, amavo l’EX, c’ho pensaot perchè oggi sono passata alla stazione di Fossato di Vico, una delle stazioni più tristi d’italia, che però inspiegabilemnte mantiene  qualcosa di affascinante.

Scendevo sempre in quella staizione per raggiungerLO nei week end che passavamo insieme cercando di colmare i vuoti della nostra storia a distanza.

Siamo stati fermi un pò li col treno, e ho pensato. Sembra passata uan vita, non ricordo nemmeno la sua faccia (ho buttato tutte le foto in preda ad un atacco d’ira), non ci siamo più visti da ottobre dell’anno scorso. Io pensavo che non sarei mai uscita tutta intera dal dolore di un abbandono cosi improvviso e inaspettato, mischiato al fatto che dopo meno di due mesi lui si era fidanzato con quella di cui ero sempre stata gelosa, la ormai nota ai più “vicina di casa”.

Oddio, pochi ricordi, e intanto avevo cominciato il mio percorso professionale, sembrava tutto troppo perfetto per essere la mia vita, infatti durò poco;)

MI ha fatto piacere rivivere e ricordare per un attimo, era da mesi che non ci pensavo.

e mi fa piacere pensare a quanto sono cresciuta, non sono poi cosi una merdina come mi sento quando mi guardo la mattina allo specchio mentre mi metto 2 etti e mezzo di matita nera.

Credo che ce la farò anche questa volta, anche se andrò all’estero, anche se ricomincio con un lavoro totlalmente diverso da quello che ho fatto finora.

This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But it’s over
Just hear this and then i’ll go
You gave me more to live for
More than you’ll ever know

This is our last embrace
Must I dream and always see your face
Why can’t we overcome this wall
Well, maybe it’s just because i didn’t know you at all

Kiss me, please kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry ’cause i know that in time
I’ll only make you cry, this is our last goodbye

Did you say ‘no, this can’t happen to me,’
And did you rush to the phone to call
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didn’t know him at all
You didn’t know him at all, oh, you didn’t know

Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memories
Offer signs that it’s over… it’s over

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Trenini, volantini, cretini

Pubblicato da elideinviola su 4 Luglio 08

Sto una merda, porca troia. Totale pred adell’ansia e della somatizzazione, della paranoia e dell’ipocondria.

Da Milano non mi hanno fatto sapere niente ancora, lunedi ho un altro colloquio decente qui a Roma. Mi mette depressone fare i colloqui ora.

Ho passato, coem ho detto gli utlimi due giorni a distribuire brochure alle stazioni del trenino che passa dulla Casilina (chi non è diRoma si fotte), che dicimao arrivano alla periferia romana, per dire che da lunedi il trenino non ci sarò più perhcè iniziano i lavori che trasformeranno il trenino in una supermoderna metro entro il 2011.saranno messi dei bus sostitutivi, che però la gente che esce di casa alle 6 del mattino si mette abbastanza in culo viso il traffico mortale che c’è sulla casilina. Quindin la gente mi inveiva giustamente contro perchè vedeva nella mia porrenda pettorina giallo fosforescente fornita dall’Atac (Azienda trasporti Roma)un simbolo. Ovviamente io facevo solo credere di essere li per raccolgiere le loro lamentele.

Ci sono un sacco di exracomunitari, soprattutto romeni, che affollano la stazione dalle 5 e mezzo alle 6 e mezo del mattino, che in questo periodo di razzismo diffuso posso dire che credo che uno prenda un fottuto trenino cosi presto per andarsi a fare un culo cosi chissà dove.

e poi non credo che il popolo italiano sia più avanti dei romeni.

Una signora mi dice “perchè prima delle elezioni mi ha chiamato la segretaria di Alemanno per chiedermi io cosi volevo che lui facesse per me” Alchè la mia faccia interdetta, non volevo distruggere alla signora il sogno di essere stata chiamata dalla segretaria di Alemanno in persona per sapere LEI prorpio LEI cosa voleva, bastava dare un voto epr vedere realizzati i suoi sogni. E la signora, ingenua, ha chiesto SOLo di realizzar eun piccolo desiderio. Avere la fermata dell’autobus iù vicino a casa sua. E mi continua a raccontare calorosamnete di quest atelefonata in cui la segretaria le affermava che sicuramente una richiesta cosi semplice sarebbe stata accontentata.

La signora ha votato Alemanno. La fin della storia è triste, perchè la fermata inaspettatamente  non è stata spostata, mi racconta incrdula la signora.

Conclude dicendomi “Diglielo ad Almenanno che lui però da questa periferia ha preso un sacoc di voti!”

“Glielo dirò signora, non si preoccupi”

L’ignoranza mi sconvolge, siamo il terzo mondo, ci meritiamo tutta la merda di questo paese.

Ho dimenicao che la stazione dove sono capitat io si chiama “Finocchio”… stop.

Per il resto penso questo:

pioggia e sole cambiano
la faccia alle persone
fanno il diavolo a quattro
nel cuore e
passano ritornano
e non la smettono mai
sempre per sempre tu
ricordati dovunque sei
se mi cercherai
sempre per sempre dalla stessa parte
mi troverai
e ho visto gente andare
perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano
a mani vuote
e con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
tu non credere
se qualcuno ti dira’
che non sono piu’ lo stesso ormai
pioggia e sole e abbaiano e mordono
ma lasciano
lasciano il tempo che trovano
il vero amore e poi
nascondersi confondersi
ma non puo’ perdersi mai
sempre per sempre
dalla stessa parte mi troverai
sempre per sempre
dalla stessa parte mi troverai

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Roma-Milano-Nettuno

Pubblicato da elideinviola su 30 Giugno 08

Gli ultimi giorni sono stati abbastanza movimentati, anche se accompagnati da una certa tristezza che accompagna una fine che si sta compiendo in maniera lunga.

Venerdi un colloquio di lavoro a Milano, di cui non dico ancora nulla visto che aspetto una risposta. Il pensiero di andare a Milano non è che mi attiri molto, lontana da me anni luce, ma il lavoro è bello, bellissimo, per cui va bene.

Sabato vado a Nettuno per semilavoro, c’era il concerto degli Afterhours, visti milleuna volta, ma che sabato sera hanno fatto una scaletta pazzesca, mi sono scatenata e sfogata un pò :)

Domenica prima giornata di mare dopo credo quasi due anni, visto che ci trovavamo a Nettuno, questa ridente cittadina del litorale laziale… Un caldo bestia ma bello ;)

Pensieri, paure per il mio futuro, scelte da prendere pratiche come la casa, il da farsi… pochi appoggi esterni, è difficile far capire che non è un semplice cambiamento di lavoro, ma c’è una componente emotiva dovuta a mille fattori.

La canzone che segue l’hanno fatta sabato, mi fa pensare… mi fa pensare assai…

Sai quando tornerai
Io sarò già via
Senza un’idea

Vendendo roba tua
riciclandomi
Restando vivo

Imparare a barare
E sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo
C’è solo sangue
Solo sangue dentro
Solo sangue dentro
C’è solo sangue
È solo sangue
Quando sai che sei fedele
A quello in cui non credi in più

Vivere per non farsi del male e
Poter vedere
Com’è non morire e
Non sentire e
Cambiare idea

Con le labbra sul vuoto
La chitarra nel vuoto
Il mio cazzo inutile

C’è solo sangue
È solo sangue
Solo sangue dentro
Solo sangue dentro
C’è solo sangue
Nelle tue cosce in rovina
Quello che tu non sei più

Guarire un po’
Sognare un po’
Amare un po’
Fallire un po’
Far male un po’
Pentirsi un po’ e
Tornare a
Sfamarsi un po’

C’è solo sangue
Solo sangue dentro
Solo sangue dentro
C’è solo sangue
È solo sangue
Solo sangue dentro
Solo sangue e non magia

Solo sangue
Solo sangue e
Non va via.

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Have a nice week end

Pubblicato da elideinviola su 8 Giugno 08

Tornata oggi da Formia, per lavoro (il sito è il più brutto del mondo, da cui si deduce che non ho lavorato alla comunicazione :b)
Doveva essere un’occasione per me e A. di lavorare e vederci il concerto dei Subsonica e di Max Gazzè, andare al mare. Insomma unire un pò di utile al dilettevole.
I primi porblemi sono nati con l’allestimento della mostra, diciamo che nulla è andato come doveva andare, in più lo stagista che ora sta da noi ha avuto la brillante idea di portarsi dietro la fidanzata, la quale è della categoria “sono una palla al piede, vado dietro al mio ragazzo qualsiasi cosa fa e faccio le scenate perchè lui deve rimanere un giorno in più a lavorare, quando noi avevamo deciso di andare ad un matrimonio a benevento e faccio la scenata davanti a quelli della regione lazio che ci hanno commisionato il lavoro e al direttore del festival”…. Please ritorna a pascolare le pecorelle al paese tuo….
vabbè, ovviamente viene a piovere e non si sa se il concerto si fa, poi si fa ma A. comincia a non sentirsi bene, ad accusare dolori di stomaco sempre più forti, allora andiamo alla croce rossa del concerto, le fanno due flebo di antispastico e un di plasil… nulla… continua a star male, andiamo in albergo. Si contorce nel letto, vomita, piange per il dolore. Chiamo lo stagista, ci porta in ospedale. Ci lascia li andandosene con la macchina. Le fanno altre due flebo, analisi, niente. Poi finalmente alle 3  e mezza il fantastico dottore che era li (un giovane dottore di cui io mi sono innamorata all’istante disperandomi perchè  ero in uno stato pietoso, struccata, vestita di merda…. UFFA, poi io che sono sempre pronta…). Decidono di ricoverarla perchè le hanno dato un intero armadietto di medicinali e perchè ha i globuli bianchi a palla. Cosi io me ne devo andare ma il fottutissimo stagista dorme già da un pò. Per fortuna nella sala d’attesa avevo fatto amicizia con una tipa che aveva accompagnato il padre, accanito fumatore che era arrivato li respirando a stento, ma comunque sulle sue gambe. Lei, visto che deve comunque aspettare il padre, mi accompagna in albergo, trooooooppo gentile. Vado a dormire alle 4 (la mattina mi ero svegliata alle 5) e alle 8 ho al sveglia per tornare da A.. Richiamo la mattina lo stagista, per farmi accompagnre all’ospedale prima che lui partisse per il fottuto matrimonio (nemmeno il ricovero di A. gli ha smosso un pelo, probabilmente terrorizzato da quel pit bull della ragazza), lui mi dice “Vado a fare colazione e poi ti accompagno, ti faccio uno squillo tra una mezz’oretta”. A quel punto ho pensato seriamente di ucciderlo, cosi, senza pietà nè sensi di colpa, ovviamente distruggendo prima tutto quello che mi trovavo sotto mano. Ma no, non devo perdere la calma, devo tenere il controllo della situazione.
Arrivo all’ospedale, fanno altri controlli ad A. che firma per uscire, anche se volevano tenerla per via dei globuli bianchi ancora alti, dopo che per il pranzo le avevano portato pasta al pesto (che già quando sei sano la rutti per due giorni).
La porto in albergo, in autobus perche taxi non esistono li e lo stagista era partito con l’unica macchina che c’era. La metto a dormire e vado a rialllestire la mostra. Sto per cedere, ma ce la devo
fare…. ce la posso fare…
Concerto di max gazzè, io faccio sempre più fatica a stare in pedi, disallestiamo la mostra mi fottono non una ma due giacche nel gazebo della mostra, ma devo ancora mantenere la calma, ce la devo fare.
Stamattina presto partiamo, la povera A. deve portare il furgone a Roma (io col cazzo che guido il furgone..).
Per fortuna arriviamo a  Roma.
Sto distrutta, porca troia, quanto dovrei guadagnare al mese per fare sta vita. Per fortuna domani E. ci ha detto che possiamo non andare, io penso che mi devo comprare una giacca ;)
Domani un pò di cose da fare… ora di cambiare…

non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto

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