Compulsiva nella mia malattia.
Il dolore del lutto, per aver investito tutta me stessa, non con la macchina, ma nella crescita lavorativa.
Per alcuni il lavoro è il lavoro. Per me il lavoro è tutto. Facile giudicare, dire che è sbagliato, non mi interessa, è cosi. Tra venti giorni tutto QUELLO non esisterà più. Nient’altro da dire.
Mi riesce difficile andare in ufficio, mi mette ansia non andarci, mi sembra di abbandonare la barca. Continuo a fare questo inquietante volantinaggio, che dalle stazione è passato alle fermate dell’autobus sotto al sole a picco, giusto per vedere quando è che schiatto.
Domani colloquio che un pò mi spaventa, mi potrebbero proporre di mandarmi chissà dove.
Invece venerdi colloquio tranquillo qui a Roma, poi parto.
Non so che fare, trovarmi un lavoro ad agosto qui a Roma, trovarne uno a Senigallia, che come è noto è un posticino che non amo molto però almeno sto a scrocco dai miei… E’ ovviemente la scelta più logica, ma io non sono logica, sono agitata.
Pure un post di merda ho scritto… UFFAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


