Elide in viola

La nuova casa di Elide

Archivio per la categoria ‘Riflessioni tristi’

“Lascio che le cose mi portino ALTROVE”

Pubblicato da elideinviola su 9 Luglio 08

Compulsiva nella mia malattia.

Il dolore del lutto, per aver investito tutta me stessa, non con la macchina, ma nella crescita lavorativa.

Per alcuni il lavoro è il lavoro. Per me il lavoro è tutto. Facile giudicare, dire che è sbagliato, non mi interessa, è cosi. Tra  venti giorni tutto QUELLO non esisterà più. Nient’altro da dire.

Mi riesce difficile andare in ufficio, mi mette ansia non andarci, mi sembra di abbandonare la barca. Continuo a fare questo inquietante volantinaggio, che dalle stazione è passato alle fermate dell’autobus sotto al sole a picco, giusto per vedere quando è che schiatto.

Domani colloquio che un pò mi spaventa, mi potrebbero proporre di mandarmi chissà dove.

Invece venerdi colloquio tranquillo qui a Roma, poi parto.

 Non so che fare, trovarmi un lavoro ad agosto qui a Roma, trovarne uno a Senigallia, che come è noto è un posticino che non amo molto però almeno sto a scrocco dai miei… E’ ovviemente la scelta più logica, ma io non sono logica, sono agitata.

Pure un post di merda ho scritto… UFFAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto

Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l’unica via
Per la felicità

C’era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi indosso
la giacca dell’anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l’energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch’io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell’incosciente
non c’è negazione
un ultimo sguardo commosso all’arredamento
e chi si è visto, s’è visto

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove

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No surprises

Pubblicato da elideinviola su 2 Luglio 08

Il nulla, il nulla più assoluto.

Domani inizio un lavoretto di volantinaggio ben pagato, piccola clausola: dobbiamo trovarci alle 5 e mezza del mattino in culonia alla casilina… e fino all’una e mezza a manetta..

Vabbè, che si deve fare? Ho avuto oggi conferma che l’ultimo stipendio sarà quello di luglio (odio sinceramente chi dice:” vabbè pensa se non ti davano nemmeno quello di luglio…” “Bè, pensa se ti do una capocciata in faccia….”).

E quindi il nulla, colloqui seri nulla, il prossimo sarà per vendere guide di alberghi e campeggi dove accettano i cani contro l’abbandono deli animali, lavoro part time, 500 euri al mese, ma non mi fido molto…

Mi sento profondamente triste, ma la cosa che mi fa più tristezza  è che in questi momenti di distruzione esce fuori la vera mediocrità delle persone, e gli orticellisti si esprimono all’ennesima potenza. Dico, cazzo, hai lavorato li per dieci anni, ma è possibile che l’unico tuo problema sei tu? Nessun senso della collettività, un individualismo malato e fastidioso.

L’orticellista d’oro mi odia. Anche io lo odio. L’orticellista non mi ha dato da fare nemmeno l’ultimo lavoro, solo a me… vaffanculo, e vedrai che te lo dirò, tanto ormai non ho molto da perdere.

Sono veramente triste,mi stavo rialzando dopo lunghe fatiche, e di nuovo giù.

Perchè, a suo tempo, non ho scelto la stabilità? Perchè? Cosa sto inseguendo?

Sitting on an angry chair
Angry walls that steal the air
Stomach hurts and I don’t care

What do I see across the way
See myself molded in clay
Stares at me, yeah I’m afraid
Changing the shape of his face

Candles red I have a pair
Shadows dancing everywhere
burning on the angry chair

Little boy made a mistake
Pink cloud has now turned to gray
All that I want is to play
Get on your knees, time to pray, boy

I don’t mind, yeah
I don’t mind,
I don’t mind, yeah,
I don’t mind,
Lost my mind, yeah
But I don’t mind,
Can’t find it anywhere
I don’t mind

Corporate prison, we stay
I’m a dull boy, work all day
So I’m strung out anyway

Loneliness is not a phase
Field of pain is where I graze
Serenity is far away

Saw my reflection and cried
So little hope that I died
Feed me your lies, open wide
Weight of my heart, not the size

I don’t mind, yeah
I don’t mind,
I don’t mind, yeah,
I don’t mind,
Lost my mind, yeah
But I don’t mind,
Can’t find it anywhere
I don’t mind

Pink cloud has now turned to gray
All that I want is to play
Get on your knees time to pray, boy

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“Antò fa caldo”

Pubblicato da elideinviola su 22 Giugno 08

Scrivo da una Roma dove il termometro segna 37 gradi.

Scrivo da una fottutissima stanza bollente.

Scrivo mentre guardo i video su youtube del concerto dei Radiohead, dopo il quale non so se c’è ancora qualcosa che mi può esaltare:)

Scrivo dopo un week end in cui ho mandato centinaia di curriculum nei posti dove mi piacerebbe lavorare, che non credo che nemmeno aprano la mia mail. Ma, come dice Penelope, è come giocare al Superenalotto, ci può sempre stare la botta di culo.

Sono molto triste. Vedo la fine di qualcosa ancora una volta. Ancora una volta il posto dove sono serena smette di esistere, mi abbandona o giù di li.

Forse avrei dovuto scegliere la tranquillità, quella che ora una persona del passato condividerà con qualcun’altro. Un nido da condividere che io non avrò mai. Per paura, o perchè non è la mia natura?

Sarei stata felice in quel nido o sarei stata assalita dall’insofferenza della mediocrità?

Perchè è cosi forte la mia voglia di realizzazione. per ora mando curriculum ai call center, che almeno intanto metto qualcosina da parte e sto tranquilla per lo stipendio….

Quindi niente nido, ma neppure realizzazione.

Triste:( 

Che cos’è che si muove dentro
chiaro evidente intenso
dolce e timido è il passaggio in meglio
verso quello che ora intendo

C’è una luce che
non illumina non reagisce più
non aiuta affatto
ho capito che
non ho più il coraggio
se mi volto indietro sbando

Infallibile è il presentimento
è il tuo modo di colpire
ora che il mio sguardo è lento
nel silenzio più profondo

C’è una luce che
mi confonde tutto
e mi paralizza ad un tratto
non raccogliere quello che è caduto
finalmente hai capito

Che cos’è che si muove dentro
chiaro evidente intenso
forte più che mai
è il passaggio in meglio
verso quello che ora voglio

 

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Fine

Pubblicato da elideinviola su 16 Giugno 08

Non scrivo da un pò perchè sono giorni molto tristi, e in fondo quando sono triste non ho affatto voglia di scrivere.

Io faccio un lavoro che amo molto, come più volte ho detto. Un lavoro che ti succhia molte energie, porta a rinunciare a molte cose, come ho fatto nell’ultimo anno.

Faccio un lavoro che adoro, le persone che lavorano con me mi stimolano tantissimo, la maggior parte sono amici anche fuori dall’ufficio (soprattutto fuori dall’ufficio). Alla maggior parte di loro volgio un bene immenso. Molti di loro sono anni che investono energie e giorni per la crescita di quel posto, con tutte le difficoltà di un paese che investe poco e male sulla cultura (male soprattutto sulla cultura intesa come innovazione, anche sulla concezione di cultura l’Italia è arretrata). Eravamo arrivati a 5 mesi da qualcosa che avrebbe rappresentato una grande crescita, dopo 10 anni di lavoro e attesa (non do maggiori info per mantenere un minimo di riservatezza, anche se forse cosi non si capisce un cazzo).

Queto lavoro e questo posto stanno per finire. Per cambiamenti politici, ma è facile (e lo sarebbe anche per me) parlare dei fascisti cattivi che hanno abbattuto quanto di positivo la sinistra aveva costruito nella capitale investendo sulla cultura. Ma quello che aveva costruito la sinistra è quanto di più labile si sia mai visto, tanto che in un solo mese con estrema facilità è crollato, raso al suolo.

Persone senza lavoro, spero sia risolvibile.

Un posto di giovani pieni di passione in continua attività distrutto, che ha lavorato nella continua difficoltà di uno stipendio da fame, senza avere straordinari, spesso lavorando nei week end, senza dire una parola per la voglia comune di costruire qualcosa di bello, questo non dovrebbe finire, questo non è risolvibile.

Comincio ad essere disillusa. E questo non è possibile, per me. E’ pericoloso.

Sono profondamente triste.

 

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Trying

Pubblicato da elideinviola su 13 Maggio 08

So che e’ deciso gia’
Da mani che hanno fame di andar via
C’e’ cosi’ poco intorno a te
Che lo rivuoi

E non e’ speciale ma e’ per te
E non sa di niente ma di te

Per ogni taglio che hai
Sulle tue mani oscene c’e’ un perche’
Crudele come non e’ mai per te

Musa di nessuno come sei
Che non sai di niente ma di te
Che mi guardi e io non capiro’
Io che non so
Io che non so
Non so, non so

Quando senti di affogare, senti che l’unica soluzione sarebbe scappare, ma scappare dove?

Cosa ho fatto? Sarò ancora in grado di amare? Non credo.

Come quando manca un passo , un unico passo per rialzarsi, e torno indietro, al via.

Che cosa è, volontà di star male?

Di fronte ad un problema si combatte per uscirne, ma se uno si è stancato di combattere e non ne è ancora uscito?

Sono stanca. Sono stanca di tornare indietro, di portarmi dietro questo peso. Di sentirmi inadatta. Sempre, in ogni istante. Ossessivo e infernale. Sempre presente.

E allora odio questa camera che ha accolto solo chiusura e barriere, odio quest estrade, che ho percorso solo con angoscia. Comincio a odiare il mio lavoro, che mi ha un pò consumato. Possibile che sia cosi squilibrata da non riuscire a vedere una via di mezzo nelle cose, ad andare in totale paranoia per ogni minimo avvenimento. E’ assurdo. La macchia nera si allarga, l’oppressione e l’angoscia pure. Tutto mi sembra sporco, e resta solo scappare, andar via.

E vorrei fare, ma se poi non facco mi prende male, e se faccio mi prende male.

Stanca. Non passa. Perchè dovrei continuare a credere che passerà?

Perchè non riesco a vedermi da fuori, forse tutto sembrerebbe meno tremendo come sembra.

Ma non è detto poi…

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