Elide in viola

La nuova casa di Elide

Archivio per la categoria ‘Una giornata difficile’

E alla fine vinse Alemanno

Pubblicato da elideinviola su 1 Maggio 08

Punto n.1- In questi giorni Alemanno è diventato sindaco di Roma, la cosa può avere due piani di osservazione. Uno più generico, che riguarda la sconfitta finale, ocmpleta e definitiva della sinistra In Italia. Si può discutere su quanto sia stato un errore della sinistra candidare Rutelli, sul fatto che la gente ha bisogno di cambiamento, ma, perdonatemi, da qua a far salire come sindaco un fascista, non uno di destra ma un fascista, ce ne passa. Poi c’è il problema della sicurezza, del razzismo intrinseco agli italiana, ma a mae la cosa fa schifo abbastanza,e  non la comprendo, sperando di non riaccen dere le discussioni che ci sono state nel mio mondo relae in questi giorni. Il secondo piano di osservazione è il mio personale. Lavoro per una società che è proprietà al 100% di un’azienda speciale del Comune di Roma, nata con Rutelli e portata avanti da Veltroni. La vittoria di”Lupo Manno” come lo chiamano alcuni, porterà serie e gravi conseguenze a tutto il sistema, prima o dopo. Questo vuol dire hce è tempo di cambiare, di cominciare a pensare un’alternativa. Credo non qui. Non ce la posso fare, questo è un paese di destra.

Punto n.2 – Sto per andare al Concertone del Primo maggio (sarà l’ultimo? Basta con questi ocmunisti in piazza;)), c’ho i pass per il backstage,perchè che cazzo uno è sottopagato, però almeno….

Punto n. 3 – A lavoro ho avuto in quetsi giorni una concentrazione di sfighe cosmiche che non te lo dico nemmeno, quasi quasi la vittoria di Lupo Manno è scesa in secondo piano.

Punto n.4 – Ieri ccenetta da I. che si è veramente superata, la ringraziamo.

Io? Ci sono quasi, un attimo solo e poi vado…

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Elideinviola – Il Ritorno

Pubblicato da elideinviola su 7 Aprile 08

Ciao a tutti… sono ritornata, vi ricordate ancora di me?

Finiti i giorni di inaugurazione del Festival a cui stavo lavorando, che mi ha praticamente tolto la vita per  due mesi… Ma sono sopravvissuta e ora ho persino tempo e voglia di accendere il maledetto pc quando torno a casa e scrivere, più che la voglia la forza. Il lavoro che ho scelto è cosi, mesi in cui esiste solo quello che stai preparando, non esiste più null’altro, spesa, pulizia della casa, amici, ceretta…. ma solo lavoro senza orari nè week end, e poi tutto si consuma in un attimo,o poco più. E quando tutto finisce hai di nuovo il tempo di respirare e di capire quello che è successo intorno a te nei giorni che eri “nel tunnel”. Assurdo, devvero. Bugie, persone che si lasciano, cosi, da un giorno all’altro, persone che stimavo immensamente che mentono e che mancano di rispetto, non a me, ma è lo stesso. Amore che in pochi giorni si trasforma in indifferenza. L’acqua cheta che si trasforma in troia.

Delusione, tristezza immensa.

Perchè mi fa tristezza la gente che soffre, le cose  che finiscono anche se non  riguardano direttamente me mi distruggono, mi fanno un effetto disastroso. Stanotte ho fatto un sogno, ma preferisco non parlarne. Perchè mi aspetto che la gente sia perfetta, perchè sono rigida con me stessa come lo sono con gli altri, perchè troppe cose ritornano alla memoria.

Troppe cose non sono andate come avrei voluto, sono molto inquieta in questo momento. Vorrei cambiare tutto, vorrei cominciare a costruirmi qualcosa, anche, forse. Qualcosa che sia solo mio, mio e basta, che mi dia maggiore stabilità, non so proprio quale delle due possa essere la soluzione.

Oggi giornata strana, di ricordi, sapori e inquietudini. Per ora mi sento Mortisia, devo riprendermi da questi mesi, si lo so mi devo mettere a dieta… che palle queste vocine  del cervello…..!!!!!

 

 

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Quello che non ti ho detto…

Pubblicato da elideinviola su 24 Marzo 08

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Mi lacera l’idea di perdere tempo di vita, di perdere emozioni. Eppure rinchiudermi in me è necessità, altrimenti esplodo… e la paura è tanta.

I ricordi in questi giorni sono tanti, ritorna la claustrofobia, la voglia di andare avanti nella mia vita, il terrore di adagiarmi su ciò che ho. Il terrore che non sarò mai amata, l’odio per il mio corpo. Una guerra.

Ad A. non ho detto che è la persona più importante per me, come se fosse parte di me.

A L. forse l’ho detto che è il mio angelo, ma mai quanto vorrei, perchè spesso il tempo manca, le circostanze strane, le priorità assurde.

A mia madre e mio padre che sono incazzata, perchè non si sono stati in questi due anni in cui ho toccato il fondo.

Al mio ex ormai famoso che è sicuramente la persona che ho amato in un modo più vicino a quello che io considero amore.

Al proprietario del ristorante in cui lavoravo quando facevo l’università che mi insegnato almeno quanto sto imparando nel lavoro che faccio ora.

Ad A. le ho detto che le volevo bene solo dopo che si è ammalata di cancro, ho fatto una cazzata.

A Penelope che mi dispiace per come sono andate le cose, e so che capisci  a cosa mi riferisco non c’è bisogno di parole.

A volte penso di non farcela. Perchè trovare la natura di questo dolore che mi porto dietro è impossibile. Manco googlemaps mi può aiutare… (madonna ho fatto la battutaaaaaaaaaa!!!!!!!!!)

Perchè la cosa che più mi stanca è che tutti mi vedono come una persona speciale, ma da mantenere a distanza. ma perchè? E logora non sentire mai fino in fondo. Logora che non passa mai. Logorano i ricordi. Logora il presente degli altri. Logora il vuoto. Logora il non riuscire a vedere ciò che si possiede perchè oscurato dalle mancanze. Logora la morte, ma anche la vita. Logora la mancanza di coraggio, che si confonde con la razionalità.

Logora la paura di non essere mai abbastanza, o di esserlo ma poter poi deludere le aspettative. Logora il non poter essere sicuri di essere amati per ciò che si è. Logora il non essere amati e basta.

E tutto ferisce: mancanze e presenze.

Penelope mi parlava di presunzione. Può essere. Io non so far altro che essere cosi, anche se so che è una frase del cazzo.

Io ho paura.

Forse è ora di un altro cambiamento.

Forse è ora di sentirmi di nuovo io, di stare in macchina con qualcuno e sentirmi felice di come sono, sentirmi io senza barriere. Guardare fuori dal finestrino mentre qualcuno mi guida accanto, accompagnati da un’autostrada buia, e da un senso di vita. Forse sarebbe ora. forse non accadrà

Stasera dolore.

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Sembra riaffiorare tra le mia dita

Pubblicato da elideinviola su 3 Febbraio 08

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Eh si… siamo a 23 anni ieri.

Non ho più scritto perchè sono in una fase di grande apatia. Sono  veramente stanca. La cosa che più mi stanca è la gente dall’esterno che mi dice come agire, e parla parla… dispensa fiumi di consigli.

Sono stanca, mi sento vuota e non ho alcuna voglia di tornar su. Quello che c’è fuori è molto bello, speciale, questo lo so. Ma la barriera tra dentro e fuori è troppo  grande. Sono giorni che dormo tre ore a notte, che cerco di non mostrare fuori come sto realmente, che penso e ripenso e non trovo via d’uscita.

E’ colpa mia, sono io che drammatizzo, che non so uscire dalle situazioni, che non sono stata in grado di affrontare in maniera matura ciò che mi è accaduto, ma è cosi. Sono distrutta, per la prima volta mi lascio volontariamente andare senza opporre resistenza, perchè mi sono rotta il cazzo di combattere con me stessa.

Non ho voglia di far nulla, nè di reagire. Non ho risposto alle telefonate di auguri perchè non mi va. Non perchè voglio stare al centro dell’attenzione, ma semplicemente perchè non mi va di parlare. Poi, per il resto, ognuno può pensare ciò che vuole. (Qualcuno non ha manco fatto una telefonata, a cui avrei volentieri risposto, qualcuno ha mandato patetici e formali messaggi, che si poteva pure tenere). Sono stanca, in questo periodo non ho nemmeno voglia di star bene. Voglio stare nel mio letto e basta. Non trovo più gioia nelle cose che faccio, mi pesano  e basta. credo di essere depressa cazzo.Per ora mi sento solo vuota. Per ora mi pesa affrontare le giornate.

non vedo via d’uscita

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Sarebbe potuto essere

Pubblicato da elideinviola su 4 Gennaio 08

uomo_in_fuga.jpg

Gli alberi di cui parlavi
io non li vedo più
l’erba verde in cui correvi a volte
probabilmente non c’è più
Ma le cose cambiano
e con loro anche le persone che
ridono, piangono e assomigliano un pò a te
Le orme che lasciavi con i piedi umidi sul pavimento
le han lavate via
Le ragioni collegate ai giorni e al tempo
trovano la condizione OK
Ma le cose cambiano
e con loro anche le persone che
ridono, piangono e assomigliano un pò a te
parlano, tacciono e assomigliano un pò a te
Graziano o uccidono e assomigliano un pò a te

 Ciao F.,oggi il tuo minuscolo cuoricino ha smesso di battere, io non ti ho mai conosciuto. So che da quando hai lasciato il ventre di tua madre un mesetto fa non hai mai smesso di combattere, con una forza inaspettata dai tuoi 2 kili di peso, le medicine che ti davano, i tubicini che attraversavano il tuo corpo. Non ti ho mai visto, ho sempre creduto che ce l’avresti potuta fare.

Mi hai fatto pensare a quello che sarebbe potuto essere, ma che si spegne. A tutta la vita che c’era in te, all’amore che avresti ricevuto. perchè tutto questo si spegne?

Ed ho pensato a me. Al fatto che a volte le cose potrebbero essere ma non sono. Che hanno tutta la forza del futuro, sono sature d’amore, ma non basta, per andare avanti ci vogliono mille cose insieme, che si incastrano, ma io devo smettere di odiare.

Forse è vero che il mio destino non è quello di vivere l’amore. Ma c’è molto altro. E non posso continuare ad urlare, ad arrabbiarmi, a sentirmi in colpa. Non posso pensare che chiunque se ne va lo fa perchè non valgo abbastanza. Le cose accadono, accade che un bambino che avrebbe potuto avere una vita bella muoia, non si sa nemmeno il perchè, mentre piccolo piccolo metteva insieme tutte le sue forze, mentre i genitori avevano mollato tutto per concentrare verso lui ogni energia.

Non odio l’uomo medio, non sono arrabbiata con i miei, vorrei solo sentirmi all’altezza di tutto questo, ma forse non accadrà mai.

Vorrei non sentirmi sola, perchè non sono sola. Vorrei sapere cosa ci sarà domani, vorrei essere più bella, più alta, più capace.

Vorrei che tu fossi ancora qui, perchè hai lasciato il dolore, il dolore di quello che sarebbe potuto essere, che è qualcosa che lacera, ogni giorno, cresce col tempo, invece di diminuire.

Non credo in Dio, lo sai. Credo che però tu resterai li a guardare, in un modo o nell’altro.

Io per te mi impegno a dimenticare, a sorridere di fronte alla nostalgia del mio vissuto che mi stringe lo stomaco, ad asciugare la lacrima che scorre quando penso a quello che sarebbe potuto essere per me, e ad asciugare quelle di chi pensa a  cosa sarebbe potuto essere per te.

Grazie per aver combattuto. Buon proseguimento ed un sorriso per te piccolo F.

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