Elide in viola

La nuova casa di Elide

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E’ solo un pò di me che se ne va

Pubblicato da elideinviola su 30 Luglio 08

E’ finita, oggi abbiamo fatto l’ultimo pranzo insieme. Tutti noi. Belli. Carichi. Ma finisce comunque.

Ora sento il dolore che finora non sentivo. Ora sento quanto fa male l’ennesima fine.

A. stasera è partita, e mi fa strano volere bene alle persone. E poi lei è speciale, ma davvero, non per me. Mi ha lasciato nel cruscotto della mia piccola nissan che ieri ho anche lavato e ora è una gnocca pazzesca,  il suo anello che lei ha sempre detto essere più adatto a me e un biglietto con l’unica frase che volevo sentire, e che finora non mi ha detto nessuno.

Mi ha scritto un messaggio l’altra A., che oggi si è potuta tingere i capelli perchè ha interrotto temporaneamente la chemio ed è bella, un messaggio stupendo.

Per me è strano, lacrime a fontana. Lo so, finisce e inizierò qualcos’altro, e sarà bello e poi brutto e poi stupendo. E le persone stavolta resteranno perchè non taglierò tutto come ho sempre fatto.

Ma fa male, comunque.

Malissimo. Perchè era bello, perchè condividevamo un progetto comune. Perchè a parte tutto ci volevamo bene. Perchè comunque è una fine. E perchè ho costruito cose che ho davvero paura di perdere.

Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai
Io non tremo
E’ solo un pò di me che se ne va
Giù nella città, dove ogni strada sa
Condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
Sai Mimì che la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l’anima più dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura
Io non tremo
E’ solo un pò di me che se ne va
E’ sporca la città, tutto cercherà
Di condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY

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Non finire mai…

Pubblicato da elideinviola su 26 Luglio 08

Settimana densa, cosi densa che non ho avuto il tempo di scrivere.

Concerti visti:

Bluvertigo: Carini ma un pò deludenti, anhe se morgan è confermato l’uomo per me più affascinante.

TheNiro: La Cavea dell’Auditotium è un grande posto per i concerti, lui cresce ed è troppo carino, riesce sempre a conquistare pubblico. Prima volta che entro da lui senza pagare, ho smesso di finanziare le vaanze con la sua ragazza.

Quintorigo: ’na palla

Afterhours: Io e A. eravamo ad ascoltarli fuori dalla cavea perchè ci sembrava ecessivo spendere 20 euri in questo momenti per vederli la terza volta in un anno, e li c’erano anche altre pesone. Dopo  un pò si avvicina il loro fotografo ufficiale e fa:<Perchè none entrate?> , A. prontamente:< Perchè non abbiamo il biglietto!>, e lui:< vedo se dentro vi rieso a trovare due pass>, dopo pochi minuti torna on i pass… TROPPO GENTILE!!!!!!!!! Non ti vedremo mai più mi preoccuperò personalmene di fare in modo che tu vada in paradiso.

Sono stata felice, ho ricevuto sorridenti messaggi, sono stata triste perhè mancano pochissimi giorni alla fine del lavoro, ho visto i miei compari di master, ho visto L. che è il mio angelo, ho cantato la notte “Tutto domani” tornando a casa con A., ho visto le mie foto in costume e mi è venuto un infarto tanto che non so se andrò di nuovo al mare, mi sono stressata per una situazione ormai insostenibile, ho trovato la mia nuova casetta.

Emozioni.

Ho smesso di pensarti ormai
Ma faccio sogni strani
Mi specchio e c’e’ un estraneo
Che ha ancora le mie mani
Che come dei diamanti
Schieravi su di te
Pronta a far progetti per noi

Rimandavamo sempre tutto a domani Amore
Per esser sempre quello che vuoi
E non finire mai
Non finire mai
Non finire mai

Se questo e’ il tempo che si ha
Mettiamo una distanza
Dalla citta’, dai numeri,
Dal freddo della stanza
Voglio la tua bocca
Ma mi passera’
Prima che si apra per me

Per rimandare ancora tutto a domani Amore
Ed esser sempre quello che vuoi
E non finire mai
Non finire mai
Non finire mai

Musa un po’ puttana madre della mia bambina
Ora che son forte so che sei piu’ forte tu

Non finire mai
Non finire mai
 

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Last goodbye

Pubblicato da elideinviola su 13 Luglio 08

Cosa c’è di più strano che tornare a roma, dopo qualche giorno a Senigallia con A., e capire che sono i miei ultimi giorni qui, e aver paura, ma non quella paura che ti paralizza e ti blocca. Di capire di aver tenuto con sè le persone che in qualche modo amo, aver lasciato andar via chi non valeva la pena tenere con sè.

Di esser viva e avere davanti a me tutto quello che voglio.

Di aver perso il lavoro che amavo, nel posto che amavo, ma di aver subito visto intorno a me opportunità, e la voglia di mettermi in gioco.

Io penso sempre una cosa: passo la mia vita tra fobie e paranoie, a causa di una bassissima autostima,  ma ci sono dei momenti in cui “mi elevo” (mio modo di dire difficile da spiegare precisamente). “Mi elevo” quando vedo gli altri che parlano e io che faccio, corro, sbaglio, vado avanti,anche se la notte stringo i denti cosi forte da smaciullarmi le gengive, anche se sono piena d’ansia, anche se non so se sono capace di amare ancora, ma vado avanti perchè so che un giorno riuscirò a convivere con me stessa con un minimo di equilibrio.

Quando le cose stanno per finire faccio resoconti.

Un anno fa avevo appena cominciato lo stage, ero ancora nella vecchia casa a Roma, amavo, amavo l’EX, c’ho pensaot perchè oggi sono passata alla stazione di Fossato di Vico, una delle stazioni più tristi d’italia, che però inspiegabilemnte mantiene  qualcosa di affascinante.

Scendevo sempre in quella staizione per raggiungerLO nei week end che passavamo insieme cercando di colmare i vuoti della nostra storia a distanza.

Siamo stati fermi un pò li col treno, e ho pensato. Sembra passata uan vita, non ricordo nemmeno la sua faccia (ho buttato tutte le foto in preda ad un atacco d’ira), non ci siamo più visti da ottobre dell’anno scorso. Io pensavo che non sarei mai uscita tutta intera dal dolore di un abbandono cosi improvviso e inaspettato, mischiato al fatto che dopo meno di due mesi lui si era fidanzato con quella di cui ero sempre stata gelosa, la ormai nota ai più “vicina di casa”.

Oddio, pochi ricordi, e intanto avevo cominciato il mio percorso professionale, sembrava tutto troppo perfetto per essere la mia vita, infatti durò poco;)

MI ha fatto piacere rivivere e ricordare per un attimo, era da mesi che non ci pensavo.

e mi fa piacere pensare a quanto sono cresciuta, non sono poi cosi una merdina come mi sento quando mi guardo la mattina allo specchio mentre mi metto 2 etti e mezzo di matita nera.

Credo che ce la farò anche questa volta, anche se andrò all’estero, anche se ricomincio con un lavoro totlalmente diverso da quello che ho fatto finora.

This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But it’s over
Just hear this and then i’ll go
You gave me more to live for
More than you’ll ever know

This is our last embrace
Must I dream and always see your face
Why can’t we overcome this wall
Well, maybe it’s just because i didn’t know you at all

Kiss me, please kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry ’cause i know that in time
I’ll only make you cry, this is our last goodbye

Did you say ‘no, this can’t happen to me,’
And did you rush to the phone to call
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didn’t know him at all
You didn’t know him at all, oh, you didn’t know

Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memories
Offer signs that it’s over… it’s over

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L’illuminazione

Pubblicato da elideinviola su 3 Maggio 08

Siamo alle battute finali. Vi chiederete (spero!) di cosa.

Della lotta. La lotta infinita di una elide contro l’altra elide, delle due facce della stessa medaglia.

Troppa è la voglia di uscire da tutto questo. Uscire da questo infernetto che ho creato a mia misura. Ma che in realtà non mi appartiene. Mi rendo conto che il primo posto dove ho lavorato davvero, cambierà. Che una delle persone che mi ha insegnato di più in pochissimo tempo, vedrà sfumare 10 anni di lavoro e di passione per futili motivi e interessi politici, nell’italietta dei favori personali.

E allora mi è venuto in mente il mio ultimo anno. Anche l’avvento dell’estate col suo calore e i suoi odori mi ha spinto a pensarci. Un anno vissuto a distanza, io so il perchè. Le cose sono accadute, e forse avrei potuto viverle più in profondità, invece di perdere tempo ad aggiungere mattoncini al mio muretto protettivo. 

E ora, ora la voglia è tanta, la paura atrettanta, ma la voglia è troppa, ed è stanca di combattere con le paure. Tradimenti e abbandoni avvengono comunque. I sorrisi e le gioie cosi no. E allora, forse, il prezzo da pagare è troppo alto. E non c’è senso.

E allora forse è venuto il momento di salutare un compagno/nemico, che ha avuto un suo senso, e, in fondo, anche facendomi del male mi ha protetto.

Il concerto del primo maggio è stato divertente e grandioso, io, I. e A. ci siamo scatenate, anche se non siamo riuscite a far innamorare quel bonazzo di Claudio Santamaria, chissà come mai;), la sera ci ha raggiunto anche E., cupo, comprensibilmente triste credo. Intanto noi abbiamo scoperto che, oltre a tutto il resto, nel backstage del primomaggio si mangia a scrocco che è una bellezza, prosciutto, porchetta, pecorino e fave, mortadella e vino a oltranza, credo che ci sia gente che ci va solo per quello (alcuni giornalisti sono un pò cosi).

Stop. Anzi prima un saluto speciale ad Alf**

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E allora poi, forse, magari, può andar meglio…

Pubblicato da elideinviola su 5 Febbraio 08

erba_del_vicino.jpg *L’Erba del vicino*

Ci sono dei momenti… quando proprio sembra di aver toccato il fondo, che le cose sembrano più chiare.

Non c’è bisogno di amare o odiare, a volte basta staccarsi un attimo e vedere le cose con maggiore calma, senza quella intensità devastante che mi opprime.

Sto male, ho un problema. Si risolverà, e se non si risolverà c’è gente che vive tutta la vita con problemi molto più grandi.

Vedo il mio ex che ora vive la sua storia d’amore con la sua vicina dicasa/collega di lavoro/post-frikkettona/vegetariana/con terribile e superatissimo cappotto blu elettrico/acqua&sapone style nel paesino dei sogni dove vivono, come una situazione per me devastante, mentre io sono sommersa dalla zitellitudine, dal fatto che scrivo un post buttando la cenere della sigaretta sulla tastiera con in braccio una vecchia gatta pazza, dopo aver lavorato a ritmi bestia per 12 ore in una stanza dove adesso siamo in sei di cui uno ascolta musica reggae, una è rincoglionita totale, uno pare un pastore sardo di fine 800 e l’altra (porella) l’hanno messa a fare un lavoro di controllo dell’indirizzario (5500 contatti), che deve chiamare il chitarrista dei Subsonica e dire “Ciao, volevo sapere se questo era ancora il contatto del chitarrista dei Subsonica… ” e lo stesso con assessori, sindaci e ministri…. insomma l’unica a meritare un pò della mia benevolenza.

 Mi sono persa….

Ah dicevo, solo per questi futili motivi, insieme al mio odio strutturato per il mio aspetto fisico e per il mio essere nella sua totalità, dovrei sentirmi cosi…??? Non è possibile cazzo, non è possibile.

Ho una zia lesbica che vive con me e mi racconta un sacco di cose assurde e mi cucina i broccoli, e mi aggiusta le cose, e mi regala il quadro di Audrey Hepburn. Ho la collega-amica che mi accompagna a lavoro che è specializzata nelle imitazioni delle colleghe che mi stanno sul cazzo. Ho una stellina che sta sempre con me e mi protegge,  amici, un bel lavoro, lenzuola e cuscini zebrati, il cd di The niro  , G. che è il mio tesoro, G. saggio e presente anche se lontano, A. che mi dice con totale tranquillità “ma certo che ti ha lasciato, capisci che vuol dire stare con te? Sei sempre inquieta, pensi alla carriera, oggi sei in un posto e domani chissà, e stai anche un pò fuori di capoccia…. non ti ha lasciata per la vicina in sè per sè, ma perchè sicuramente ora sta più tranquillo” dove si trova un amico cosi???

E quindi fanculo ai pensieri. fanculo tutto. Piano piano si risolverà. Piano piano smetterò di pensare alla “malattia di quella gioia che non è più la mia”.

Passerà, anche se non vivo più quel senso di completezza, la sensazione che nulla potesse scalfirmi perchè amavo.

Passerà, nonostante l’odio per me stessa e l’insicurezza, la vergogna, l’umiliazione e l’ossessione.

Passerà, anche se vorrei al mio fianco persone che non ci sono quando ho bisogno.

Resterà la gioia per aver provato quelle sensazioni, per aver sentito quegli odori, di aver amato, di aver creduto di esser ricambiata. Di essermi sentita imbattibile, immune da ogni dolore… senza acorgermi ch il dolore era il mio fianco.

Pazienza. Forse è questo che devo imparare, ci vorrà tempo per risalire. Tempo e respiro. Tempo e dolore.

E allora l’erba dle vicino non è poi cosi più verde della mia… è blu elettrica:D (sto diventando una vera stronzetta…).

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