Elide in viola

La nuova casa di Elide

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Quello che non ti ho detto…

Pubblicato da elideinviola su 24 Marzo 08

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Mi lacera l’idea di perdere tempo di vita, di perdere emozioni. Eppure rinchiudermi in me è necessità, altrimenti esplodo… e la paura è tanta.

I ricordi in questi giorni sono tanti, ritorna la claustrofobia, la voglia di andare avanti nella mia vita, il terrore di adagiarmi su ciò che ho. Il terrore che non sarò mai amata, l’odio per il mio corpo. Una guerra.

Ad A. non ho detto che è la persona più importante per me, come se fosse parte di me.

A L. forse l’ho detto che è il mio angelo, ma mai quanto vorrei, perchè spesso il tempo manca, le circostanze strane, le priorità assurde.

A mia madre e mio padre che sono incazzata, perchè non si sono stati in questi due anni in cui ho toccato il fondo.

Al mio ex ormai famoso che è sicuramente la persona che ho amato in un modo più vicino a quello che io considero amore.

Al proprietario del ristorante in cui lavoravo quando facevo l’università che mi insegnato almeno quanto sto imparando nel lavoro che faccio ora.

Ad A. le ho detto che le volevo bene solo dopo che si è ammalata di cancro, ho fatto una cazzata.

A Penelope che mi dispiace per come sono andate le cose, e so che capisci  a cosa mi riferisco non c’è bisogno di parole.

A volte penso di non farcela. Perchè trovare la natura di questo dolore che mi porto dietro è impossibile. Manco googlemaps mi può aiutare… (madonna ho fatto la battutaaaaaaaaaa!!!!!!!!!)

Perchè la cosa che più mi stanca è che tutti mi vedono come una persona speciale, ma da mantenere a distanza. ma perchè? E logora non sentire mai fino in fondo. Logora che non passa mai. Logorano i ricordi. Logora il presente degli altri. Logora il vuoto. Logora il non riuscire a vedere ciò che si possiede perchè oscurato dalle mancanze. Logora la morte, ma anche la vita. Logora la mancanza di coraggio, che si confonde con la razionalità.

Logora la paura di non essere mai abbastanza, o di esserlo ma poter poi deludere le aspettative. Logora il non poter essere sicuri di essere amati per ciò che si è. Logora il non essere amati e basta.

E tutto ferisce: mancanze e presenze.

Penelope mi parlava di presunzione. Può essere. Io non so far altro che essere cosi, anche se so che è una frase del cazzo.

Io ho paura.

Forse è ora di un altro cambiamento.

Forse è ora di sentirmi di nuovo io, di stare in macchina con qualcuno e sentirmi felice di come sono, sentirmi io senza barriere. Guardare fuori dal finestrino mentre qualcuno mi guida accanto, accompagnati da un’autostrada buia, e da un senso di vita. Forse sarebbe ora. forse non accadrà

Stasera dolore.

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Crollo

Pubblicato da elideinviola su 16 Febbraio 08

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Non scrivo perchè sto crollando. Non scrivo perchè sto mollando.

perchè sono stanca di me. Stanca di riprovare a risalire senza risultati… anzi. notti di gastrite e insonnie. Stanchezza. Assenza da lavoro (chi mi conosce sa la gravità di questa cosa). Da raccontare o dire nulla. Vivo in questa spirale autocentrata del mio disagio e dolore, delle mie ossessioni. Ossessioni che non mollano la presa. Il tempo non sortisce effetto su di loro.

Domani sarà una domenica di lavoro. Anche il lavoro mi stanca. Siamo troppi e siccome io sono mezza pazza assorbo umori ed energie della gente, per cui quando in ufficio si è in troppi mi viene ‘o mal’ e cap’ a causa del sovraffollamento. Vorrei quello che non può accadere, ciò che non esiste. Sta settimana è stato pure san valentino. E mò tutti bravi a dire che è una festa del cazzo e che non la si festeggia quando si è fidanzati…. andatevene a fanculo;)

Ci sei, ma se non ci sei è uguale. E’ come se per tutti tutto fosse intercambiabile. Io non è che dico che è sbagliato, per carità.. quello che dico è perchè a me non funziona cosi?

E poi che fa uno quando si rompe il cazzo di se stesso? Cioè sono pesante, pallosa, petulante, rigida e maniacale, che palle!!! Ma non c’è via d’uscita, devo rimanere qua dentro… pensa te…

Stasera niente uscita che sono devastata… e domani mi tocca pure lavorare… 

E tutto inizia quando vado a dormire, spengo la luce e tutto è buio e silente.

E tutto inizia quando cerco di combattere quei rituali che mi distruggono ma che mi fa ancor più paura pensare di lasciare.

 Parlami dell’universo, di un codice stellare che morire non può. Di anime in continuo mutamento, di abbracci nucleari estesi nell’immensità, dove tu mi stai aspettando adesso. Dentro una vertigine che danza e ci porta al di la del tempo, sino a ritornare sulle labbra, l’incanto è lo stesso, perchè niente è cambiato anche se tutto è diverso.

Ahhhhhhhhhhhh!!!!! Ma perchè fino ad ora non ho scritto in viola… mio dio come ho potutooooo!!!!!!!!!

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Sembra riaffiorare tra le mia dita

Pubblicato da elideinviola su 3 Febbraio 08

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Eh si… siamo a 23 anni ieri.

Non ho più scritto perchè sono in una fase di grande apatia. Sono  veramente stanca. La cosa che più mi stanca è la gente dall’esterno che mi dice come agire, e parla parla… dispensa fiumi di consigli.

Sono stanca, mi sento vuota e non ho alcuna voglia di tornar su. Quello che c’è fuori è molto bello, speciale, questo lo so. Ma la barriera tra dentro e fuori è troppo  grande. Sono giorni che dormo tre ore a notte, che cerco di non mostrare fuori come sto realmente, che penso e ripenso e non trovo via d’uscita.

E’ colpa mia, sono io che drammatizzo, che non so uscire dalle situazioni, che non sono stata in grado di affrontare in maniera matura ciò che mi è accaduto, ma è cosi. Sono distrutta, per la prima volta mi lascio volontariamente andare senza opporre resistenza, perchè mi sono rotta il cazzo di combattere con me stessa.

Non ho voglia di far nulla, nè di reagire. Non ho risposto alle telefonate di auguri perchè non mi va. Non perchè voglio stare al centro dell’attenzione, ma semplicemente perchè non mi va di parlare. Poi, per il resto, ognuno può pensare ciò che vuole. (Qualcuno non ha manco fatto una telefonata, a cui avrei volentieri risposto, qualcuno ha mandato patetici e formali messaggi, che si poteva pure tenere). Sono stanca, in questo periodo non ho nemmeno voglia di star bene. Voglio stare nel mio letto e basta. Non trovo più gioia nelle cose che faccio, mi pesano  e basta. credo di essere depressa cazzo.Per ora mi sento solo vuota. Per ora mi pesa affrontare le giornate.

non vedo via d’uscita

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Stanchezza, dolore, paranoie

Pubblicato da elideinviola su 25 Gennaio 08

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Di nuovo le stesse scale, al terzo scalino catapultata giù, per l’ennesima volta. La mancanza, ossessione e paranoia appare ai miei stessi occhi, cosa che mi rende ancora più umiliata.

Incapacità di uscire, da troppo tempo ormai. Distrutta dalla paura dell’abbandono, angosciata continuamente dall’idea che chi mi vuole bene scapperà via nel momento in cui mi conoscerà realmente. Non ho nemmeno più voglia di andare in ufficio. Perchè in rapporti e gli affetti sono solo morte e assenza. Perchè sono stanca. Ma stavolta davvero. Sono stanca di sentire tutto questo, di avere paure che crescono invece di diminuire, di avere mancanze che aumentano, di avere ricordi che mi ossessionano, fino ad aver paura d’impazzire. Ricordi di gioia, che mi hanno lasciato solo un immenso dolore misto a paura disarmante di esser abbandonata.

Sono stanca di amare  e vivere nel modo in cui lo faccio, sono stanca di ricordare, sono stanca di esser sola quando sto cosi. Sono stanca di non uscire dal vortice, da un anno e mezzo ormai, di vedere la luce che si allontana, ogni giorno di più, perchè a me sembra di andare indietro, che le mie paure e le mie insicurezza dopo l’abbandono di medioman si siano calcificate, siano entrate a far parte dle mio quotidiano. E io sono sempre più chiusa e impaurita. E basta una piccola distrazione a farmi pensare che l’ennesimo abbandono stia bussando alla mia porta.

Fare. Amare. Guardare. Piano piano queste cose perdono di senso. Provo ad alimetarle, ma sono sempre più sforzi inutili. Un corpo e un anima che si dossolvono all’unisono. Io li vedo. Fuori non si vede, solo io so. Fuori sembra tutto cosi a posto. Dentro è disastro.

Sono stanca. Molto stanca.

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Sunday morning

Pubblicato da elideinviola su 6 Gennaio 08

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Una domenica mattina piovosa, con una notte faticosa, incubi, mal di stomaco, ansia.

A volte credo che non riuscirò più a riprendirmi, a dimenticare, a mitigare gli stati d’animo. A questo punto non riesco a vedere nemmeno bene i problemi quali sono. Quando sembra andar meglio accade qualcosa che mi riporta giù.

Desidero avere la mia rivincita, buttarmi alle spalle il passato. BUTTARLO ALLE SPALLE. Per sempre.

La mia stanza è semibuia, oggi. Non mi va di accendere la luce. La gatta è arrotolata sul mio cane di peluche, come sempre. Ho pulito stanza e cucina, mentre F. ha pulito il bagno., come sempre.

C’è qualcosa che mi mangia dentro, è li, sempre. E non è più la mancanza di quello che ho perso, la nostalgia per qualcosa che è finito.

E’ la paura di non rivivere più quella gioia, in quel modo cosi intenso. E’ la rabbia più negativa che ci può essere perchè LUI mi ha rimpiazzata in pochi giorni, e sta continuando a vivere felicità e amore, con estrema facilità. Normale, finita una storia se ne inizia un’altra. E punto.

Allora ho un problema io. Perchè per me è difficile, cazzo, perchè dovrei trovare un’altra persona con cui stare bene. Ma io non è che la trovi con estrema facilità, ma è un problema mio cazzo.

Ma allora perchè penso a quei due, che non sono più loro due in sè, LUI e LEI, nel passato, nel vissuto. Sono piuttosto la proiezione della mia umiliazione. e la storia che il tempo porta via con sè? Che il tempo mitiga, affievolisce ogni sensazione. Perchè con me non funziona? Perchè in me è ancora tutto dannatamente cosi forte, perchè non mi faccio capace che LUI mi ha lasciata perchè non mi amava più e si è messo con LEI, che forse è in grado di dargli ciò che io non ero capace. Cosa c’è di più semplice?

E dove è la mia razionalità, il dire “il mondo va cosi”, ” le cose finiscono, e non si può star lì a sputar sangue”? Perchè la mia ragione non parla con il mio stomaco? Perchè nessuno sa rispondere alle mie domande? Perchè non so farlo io, che di solito ho sempre la risposta pronta?

Perchè LUI non torna sui suoi passi, non per ricominciare, ma per affievolire il mio dolore  e basta? Perchè non è andata come è giusto che andasse? Perchè non basta comportarsi bene per ricevere bene?

E’ difficile raccontare l’umiliazione che si prova a raccontare tutto questo, solo un blog consente di farlo, senza usare la propria voce o la propria faccia, con la vigliaccheria che in questo caso  vedo come unica soluzione di continuità.

Domani ritorno a lavoro… ma va che forse è meglio…magari smetto di pensare.

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