Ho già detto che il 31 finisco il lavoro che ho fatto nell’ultimo anno.
Poi mi sono trovata di fronte a due scelte che cercherò i spiegare nel modo meno di parte possibile, se riesco.
1. La prima è un lavoro qui a orma. MI dovrei occupare di comunicazione web. Un’azienda in repentina crescita che si occupa di tv web, canali satellitari, progetti wb legati ai principali eventi romani, un contratto a progetto che mi consentirebbe una specializzazione nel mio ambito e un radicamento nella realtà romana.
2. Tour manager in un festival che si svolge in tutti i paesi d’europa, nord america, stati uniti, giappone, australia. Girare per il mondo, imparare un nuovo lavoro, un fisso più un tot al giorno come diaria.
Ovviamente per chi un pò mi conosce mi sono buttata sulla seconda. Poi qualcuno mi ha invitato a ragionare in prospettiva. Le poche volte che ho ragionato in prospettiva sono stata lasciata da un giorno all’altro alla stazione termini uana volta e un’altra il posto di lavoro dove stavo va a puttane nel giro di due settimane. Ciò mi ha portato a una tendenza a non ragionare più in prospettiva, almeno temporaneamente, almeno finchè qualcosa non mi fa superare il trauma. Il secondo problema è che comunque chi ti forma, chi ti considera la sua cretura tende ad avere un egoismo e un bisogno di controllo spero inconscio, che porta credo a non dare un consilgio soggettivo. Questo mi dispiace.
In più la gente fa fatica a parlarmi come se fossi una ventitreenne single quale sono, per cui me ne sbatto le palle della prospettiva…
Credo che con immensa paura sceglierò la seconda, cerco un’altra casa a roma più economica per i pochi momenti in cui ci sarò, e poi andrò qui a lavorare dal 7 al 12, e poi tre settimane a parigi per la formazione, poi via, dove mi chiameranno
VI rpego, ditemi che ho fatto bene



