Il problema vero è che mi fa star male il fatto che qualcuno mi possa voler bene.
Tremo. davvero. Oggi ho firmato il contratto, ieri ho discusso il project work per il master. E’ andata bene. E. E’ stato gentilissimo e presente come sempre.
Ho firmato un contratto di un anno. E’ complesso da spiegare ciò che provo. Mi sono state date aspettative, tante, come opportunità. E io vivo nella sacrosanta convinzione di non meritarlo. Ma non con quel fare vittimistico, cioè io razionalmente mi dico “Certo cazzo mi faccio un culo come una capanna, praticamente non ho più vita sociale, in fondo forse me lo meritro”, ma in realtà subentrano una serie di meccanismi perversi che mi portano ad avere un’ansia da prestazione, perchè oltre il lavoro c’è l’affetto che non mi hanno negato, ho pura di perdere entrambi, e quindi vorrei perderli io prima che mi abbandonino loro, come è successo altre volte con altre cose della mia vita.
Resta l’unica cosa ufficiale, la mia collega C. è davvero inutile e insopportabile. Fa parte di quella categoria che io reputo davvero pericolosa: i ghiaccioli paraculi. Ghiaccioli, in quanto fanno le cose senza passione, anche nei momentoi più toccanti o più allegri mantengono uno schermo di controllo che io trovo inquietante. Paracula perchè è paracula e basta, fa le cose solo se le entra qualcosa in tasca, non è in grado di cordinare più di una cosa insieme, lavora solo e finchè non le intralcia i suoi inutili impegni, se litiga col ragazzo va in fase ultradepressiva e non viene a lavorare (con questo ragionamento io che ho frequentato per un anno e mezzo il prototipo dell’uomo medio elevandolo a persona leale e sincera e pensando di poterci costruire qualcosa, mentre lui stava e mi lasciava per la vicina di casa/collega di lavoro, dovrei avere il prepensionamento), arriva in ritardo tutti i giorni solo perchè non c’è un capo fascista che la sgrida. Ha bisogno che le venga detto cosa si deve fare, ha la paranoia di essere esclusa, domanda le cose invece di capirle ascoltando, ma soprattutto NON CAPISCE QUANDO DEVE STARE ZITTA. Vabbè, ma ci dovrò solo lavorare fianco a fianco per mesi. AHHHHH!
Ieri ho tra l’altro rivisto quelli del master, la mitica P. direttamente from Paris, sempre folle totale, sempre un punto di vista sul mondo che mi illumina. L. sembra aver trovato serenità, questo mi dà tantissima speranza (non mi dite che non troverò mai la serenità, vi prego… fingete), Adorabili anche B. e S. Cenetta a Trastevere con chiacchierata con L. alla ricerca del parcheggio, e litigio con vecchia infame che ci ha rubato il posto, sfiorata rissa:)
Emozioni, paure. dentro e fuori.